diario

Il Diario dal Brasile, vuole essere una raccolta di esperienze, riflessioni, narrazioni e produzioni a partire dalle nostre esperienze passate e presenti, scaturite dall’incontro com il Laboratorio Italo-Brasileiro di Formazione, Ricerca e Pratiche in Salute Collettiva,  avvenuto inizialmente come Collettivo Tommie Smith ed ora come Associazione Leib, grazie alla collaborazione stretta tra il Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI) dell’Università di Bologna e il gruppo di ricerca Rede Governo Colaborativo em Saúde, dell’Università Federale del Rio Grande do Sul (UFRGS) di Porto Alegre (RS- Brasile).

Perché il Brasile?
Il nostro interesse verso il Brasile, è nato circa tre anni fa, quando, come Collettivo Tommie Smith, siamo venuti in contatto con il programma interdisciplinare di “Estensione Comunitaria nel Distretto Geo-Educativo Cirenaica”, promosso dal CSI. Questo programma riuniva periodicamente un gruppo di studenti, ricercatori e professori provenienti da varie aree di studio (Medicina, Infermieristica, Antropologia, Scienze Motorie, Psicologia), interessati a conoscere e dibattere i determinanti sociali di salute presenti nel territorio e alla Primary Health Care (PHC), prendendo come riferimento e punto di partenza il quartiere Cirenaica, una zona di Bologna crocevia di forti marginalità e problematiche complesse, situata a fianco all’ospedale universitario e storicamente caratterizzata da una forte presenza proletaria e da un’alta concentrazione di migranti.

Tramite la partecipazione agli incontri di questo gruppo e grazie gli accordi di cooperazione stretti tra il CSI e il centro di ricerca Rede Governo di Porto Alegre, abbiamo cominciato a conoscere il sistema sanitario  brasiliano (Sistema Único de Saúde-SUS) e siamo venuti a conoscenza del fatto  che il laureato in Educação Fisica (corso di studi corrispondente alle nostre Scienze Motorie) sia riconosciuto come figura professionale pertinente all’area sanitaria e come membro delle equipe di PHC, tanto quanto il medico, l’infermiere e via dicendo.

L’educazione fisica brasiliana
Essendo quello del riconoscimento del ruolo del laureato in Scienze Motorie da parte nell’Assistenza primaria italiana, un tema molto dibattuto e più che mai attuale, ci siamo immediatamente interessati a saperne di più sull’argomento e grazie ai contatti forniti dal CSI abbiamo avuto la possibilità di passare un mese a Porto Alegre (RS), dove oltre a conoscere e visitare i vari servizi di PHC (Atenção Basica a Saúde in Brasile) nel territorio, abbiamo avuto modo di familiarizzare e studiare il concetto di “pratiche corporee”. Questo concetto, “incorporato” dall’Educazione Fisica brasiliana durante il processo di democratizzazione del paese, corrispondente alla fine della dittatura militare, sorge dal confronto con le scienze sociali e umane, nel tentativo di superare la visione del corpo inteso come mero supporto biologico e abbracciare un concetto più ampio che metta al centro la cosiddetta “Cultura Corporale del Movimento”, intendendo il corpo in movimento, come una soggettività sociale, culturale e politica inserita nel proprio contesto di vita e le pratiche corporee come un insieme di pratiche sociali, cariche di senso e significati per chi le mette in atto.

I primi scambi
Grazie a questa collaborazione e ai rapporti instaurati con i colleghi brasiliani, nel febbraio 2014 all’interno del convegno promosso dalla regione Emilia Romagna, “Strumenti e metodi a confronto tra Emilia Romagna e Brasile per la salute e il benessere delle comunità locali”, promosso dalla Regione e organizzato dal CSI, è stato possibile realizzare tre workshop dal titolo “Promozione della Salute e Pratiche corporee”, con il proposito di portare queste tematiche all’interno della facoltà di Scienze Motorie.
Il nostro percorso di cooperazione e scambio con il Brasile è poi proseguito con la produzione di tre tesi di laurea magistrale (S.T.A.M.P.A. e S.T.A.S), frutto di un lavoro di alcuni mesi di ricerca effettuati a Porto Alegre:


“Verso la descolarizzazione dei corpi: riflessioni per una educazione fisica critica” tesi di Donato Antonio

La teoria della descolarizzazione ha le sue radici nelle pagine del celebre libro Descolarizzare la società di Ivan Illch, pubblicato nel 1971. Illich, partendo dall’assunto che la società sia divenuta oramai scolarizzata e che il sistema educativo statale di massa istituzionalizzato sia finalizzato all’asservimento dell’uomo moderno a una società consumistica, propone una radicale de-istituzionalizzazione dell’educazione. Da questa denuncia e proposta illicchiana, e dalle riflessioni emerse dall’incontro con il gruppo di ricerca brasiliano e dalla prospettiva definita “educazione fisica critica” questa tesi intende allinearsi con quella che potremmo definire come processo di descolarizzazione dei corpi. Ovvero una critica radicale, all’investimento pedagogico «pesante, massiccio, costante, meticoloso» sul corpo. Una critica sviluppata all’interno di quel campo del sapere che si occupa per eccellenza del disciplinamento e la reificazione del corpo: l’educazione física.  Le riflessioni di questa tesi e le prospettive di trasformazioni sociali emergono dalla ricerca-azione del laboratorio di giochi all’interno della scuola libertaria “Saltafossi” a Bologna.

Educazione física e pratiche corporee. Un modello di intervento nella Primary Health Care brasiliana”, tesi di Leonardo Tonelli:

Una ricerca di stampo qualitativo sul ruolo dei laureati in Educação Física che lavorano nei vari servizi di PHC dell’area metropolitana di Porto Alegre, andando a studiare e ad osservare le dinamiche e le pratiche che vengono messe in atto per la presa in carico delle persone e della comunità alla quale fanno riferimento. Il quadro teorico di riferimento di questa tesi raccoglie i concetti di pratiche corporee e promozione della salute, i principi e le linee guida del SUS (con particolare attenzione alla PHC), partendo da una visione ampliata del concetto di salute, che prende in considerazione le disuguaglianze e i determinati sociali presenti nella realtà di ogni territorio. In questo modo vuole portare un esempio di come le scienze che studiano il movimento possano agire e dare un contributo alla promozione della salute anche in forme differenti da quella biomedica e egemonica dell’attività fisica ad ogni costo, che tende spesso a colpevolizzare il singolo individuo per il suo stile di vita, senza considerare la complessità e l’infinità di fattori che influenzano i processi di salute-malattia, limitandosi a analizzare il movimento umano secondo il paradigma causa-effetto, attività fisica=salute.

 “L’intervento dell’educazione fisica brasiliana nel campo della salute, a partire dal programma Academia da Saude: una revisione bibliografica “ tesi di Alessandro Guzzetta:

Un lavoro di ricerca che approfondisce le relazioni tra il concetto di salute e scienze motorie, partendo da un analisi della letteratura brasiliana ed esperienza sul campo nei servizi sanitari brasiliani. Attraverso un’analisi delle dimensioni economiche, sociali e culturali, prodotte dalla globalizzazione, questo lavoro evidenzia la connessione fra quest’ultima e i determinanti della salute. Considerando quest’ultimi e la complessità sociale che circonda l’individuo, il Sistema Unico della Salute brasiliano basandosi sul lavoro di equipe multiprofessionali e sull’intedisciplinarietà, in cui è inserito l’educatore fisico, ha avviato dei programmi di promozione della salute come  l’Academia da Saude istituito nel 2011.  Progetto che ha l’obbiettivo di promuovere le azioni culturalmente integrate e adattate al territorio locale, con lo scopo di avviare lo sviluppo dell’autonomia, dell’equita, dell’empowerment e della partecipazione sociale.

Oggi

L’ultima opportunità di scambio e collaborazione con la Rede Governo Colaborativo em Saude, è arrivata nel novembre 2015, attraverso una borsa di studio offerta a Leonardo per continuare a lavorare ai progetti a cui aveva collaborato durante il periodo di ricerca per la tesi e approfondire il suo percorso di studi tramite la partecipazione al Master in Salute Collettiva (Programa de Pós-Graduação em Saúde Coletiva) presso l’UFRGS.
Questo spazio vuol essere il punto di partenza per una riflessione critica su varie tematiche riguardanti la cooperazione fra Italia e Brasile, partendo dalle nostre esperienze e dalla produzione culturale e accademica di questi due paesi, con la speranza di interessare e coinvolgere chi, come noi, è interessato a costruire percorsi e pratiche trasformative e di resistenza.